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Si
è svolto lo scorso mese di maggio, a Verona, il 5° Congresso
Nazionale della Società Italiana di Terapia con Onde d’Urto,
organizzato dal dott. Ernesto Amelio, uno dei pionieri
di questa metodica, in Italia e nel mondo. Erano presenti i più
noti specialisti italiani ed europei della materia. Il dott. Amelio ha
illustrato i meccanismi d’azione di questa terapia, oltre a relazionare
sui risultati conseguiti nel trattamento delle varie patologie trattate
presso l’Unità di Onde d’Urto del Policlinico
di Verona, da lui diretta.
Cosa sono
le onde d’urto?
Si tratta di onde acustiche ad alta energia, che creano una forza meccanica
diretta, sotto forma di picco di pressione. Sono prodotte da attrezzature
ad alta tecnologia e convogliate su un punto ben definito, detto "fuoco".
L’energia trasmessa è perfettamente dosabile e indirizzabile
con precisione millimetrica producendo un eccellente effetto terapeutico.
In origine l'utilizzo delle onde d'urto in campo clinico era limitato
ad applicazioni urologiche, dove, questa metodica non invasiva, ma paragonabile
ad un intervento chirurgico, veniva impiegata per la frantumazione dei
calcoli renali. "In Ortopedia - spiega il dottor Ernesto Amelio -
l'impiego delle onde d'urto risale a circa dieci anni fa. L'idea originaria
fu di utilizzarle per rivitalizzare i monconi di una frattura nei casi
in cui il callo osseo era assente o non vitale”.
Qual è
il meccanismo d’azione?
Nella realtà abbiamo osservato che l'effetto delle onde d'urto
è molto più complesso. "A livello osseo - discorre
il dottor Amelio - le onde d'urto, se eseguite con “alte energie”,
producono microfratture delle trabecole osse stimolando quindi l'attività
di quelle cellule deputate alla produzione di nuovo tessuto osseo (gli
osteoblasti) e favorendo cosi il metabolismo dell'osso ischemico con conseguente
rivascolarizzazione e formazione di nuovo osso vitale. Nei tessuti molli
invece le onde d'urto, modulate a “basse energie”, modificano
in maniera definitiva il metabolismo del tessuto, producendo un potente
effetto antiinfiammatorio ed analgesico. Producono, infatti, un aumento
del flusso sanguigno che determina il lavaggio delle sostanze chimiche
nocive coinvolte nell’ infiammazione e inducono le cellule a produrre
quantità utili di monossido di azoto (NO), radicale libero protagonista
degli effetti positivi neoangiogenetici e antidolorifici.
Parliamo
di risultati
E’ fuor di dubbio che gli ottimi risultati ottenuti con questa terapia,
documentati dalla letteratura scientifica internazionale, hanno contribuito
alla sua diffusione in tutto il mondo. E’ infatti estremamente indicata
per quei pazienti che non riescono ad ottenere risultati con le tradizionali
terapie farmacologiche e fisioterapiche, o addirittura con gli interventi
chirurgici. L'evoluzione tecnologica ci ha messo a disposizione macchine
sempre più sofisticate, in grado di raggiungere l'area interessata
con un fuoco molto preciso. Questo consente di lavorare con estrema precisione
e sicurezza anche in prossimità di strutture importanti, quali
vasi e nervi, senza timore di danneggiarli e senza utilizzare, nella maggior
parte dei casi, alcuna forma di anestesia. |
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Macchine
tecnologicamente evolute
In Italia sono ancora pochi i centri ospedalieri che dispongono delle
apparecchiature necessarie per la terapia ad onde d'urto, dato il loro
costo elevato. Il Policlinico di Verona è stato sicuramente il
primo centro in Italia ad utilizzare una macchina di ultimissima generazione
che integra un sistema di puntamento computerizzato, il cosiddetto litotrack,
ed un braccio multiarticolato in grado di puntare il bersaglio, con uno
scarto inferiore ad un millimetro. Ma come funziona esattamente? "Il
braccio – ci racconta il dottor Amelio - mette a contatto la cute
del paziente con la testata della macchina, ossia un pallone di silicone
pieno d'acqua. Al suo interno sono contenuti una bobina cilindrica cava
ed una parabola riflettente. Una scarica prodotta da un generatore ad
alta tensione produce, attraverso la dilatazione della bobina, un'onda
d'urto, che viene raccolta dalla parabola e concentrata, attraverso la
cute, sul bersaglio. Durante l'esecuzione della terapia (circa 10 minuti),
il paziente può avere un po’ di fastidio, di solito non tale
da richiedere alcuna forma di analgesia o anestesia.
Quali sono
le indicazioni alle terapie con onde d'urto?
PSEUDOARTROSI O RITARDO DI CONSOLIDAZIONE (mancata guarigione di una frattura)
In questi casi la percentuale di successo è molto alta: la media
supera il 75%.
NECROSI OSSEE
Il trattamento con onde d'urto è particolarmente efficace in fase
precoce.
AFFEZIONI INFIAMMATORIE DELLE STRUTTURE TENDINEE E MUSCOLARI
In particolare: tendiniti acute e croniche, calcifichi e non come la periartrite
di spalla; le epicondiliti ed epitrocleiti (gomito del tennista e del
golfista); pubalgie,tendiniti Achillee o del ginocchio, le fasciti plantari
(talloniti). In questi casi, le terapie con onde d'urto tolgono rapidamente
il dolore e quasi sempre sono risolutive fin dalle prime sedute. Sono
per questo motivo particolarmente gradite agli sportivi (calciatori, pallavolisti,
tennisti, golfisti), professionisti e amatoriali.
AFFEZIONI INFIAMMATORIE ARTICOLARI
Artrite reumatoide e altre affezioni reumatologiche, artrosi delle piccole
articolazioni (rizoartrosi).
SPASTICITA’ MUSCOLARE
Di recente il nostro centro di Verona ha iniziato, primo al mondo, il
trattamento della spasticità muscolare nei pazienti adulti affetti
da ictus e nelle paralisi cerebrali infantili, con risultati molto incoraggianti
per lo sviluppo futuro di questa terapia in queste gravi patologie
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