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Le onde d'urto (O.U.) sono onde acustiche ad alta energia, caratterizzate da impulsi di intensità
elevata, distanziati tra loro nel tempo, tali da non produrre alcun effetto termico. Sul suo fronte d'onda
si passa dalla pressione atmosferica ad un picco massimo (ampiezza) in pochi nanosecondi (10-9 s), il range
di energie utilizzate nelle terapie va da 10Mpa a 100 Mpa (1Mpa = 10 bar), per poi ritornare ai livelli di
partenza dopo una fase negativa, come illustrato in Figura 1.
L�area all�interno della quale si raggiungono tali pressioni e definita fuoco.
Figura 1
La velocità di propagazione di un'onda d�urto, come per ogni onda acustica, è in funzione del
mezzo in cui si trasmette e dell'intensità dell'onda d'urto stessa. Conoscendo questi dati è
possibile calcolare lo spessore del fronte d'onda. Esso è la dimensione spaziale fra la posizione dove
(ancora) persiste la pressione ambientale e quella dove si raggiunge la massima ampiezza di pressione.
Nei tessuti viventi può variare tra 1,5 e 6 micrometri (1 micrometro = 10-6 metri).
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Strutture quali le pareti cellulari, il cui spessore è valutabile a livello di pochi strati molecolari,
sono quindi sottoposte a gradienti pressori elevatissimi al transito delle onde d'urto e, causa le improvvise
differenze di pressione a fronte e a retro delle stesse pareti cellulari, si esprimono significative forze
tensionali.
I mezzi si distinguono per le loro differenti proprietà meccaniche, quali: elasticità e
compressibilità. Questi parametri influiscono sulla trasmissione delle onde acustiche, determinandone
la velocità C di propagazione, tanto quanto l'impedenza acustica Z = ρc, pari al prodotto fra la
densità ρ e la velocità del suono c.
Infine, le onde d'urto si propagano in un fluido secondo una serie di superfici isobare, caratterizzate
dall'insieme dei fronti d'onda generati, che si propagano analogamente a quanto si vede in acqua, quando vi
si getta un sasso.
Quando le onde d'urto attraversano un fluido generano molteplici differenze pressorie che danno origine alla
formazione di bolle di gas ed al fenomeno della "cavitazione".
Una successiva onda d'urto che colpisca le bolle così formate, da luogo ad una violenta implosione che
forma un getto di liquido (Jet-Stream) che colpirà il tessuto da trattare. A fronte di tali lesioni si
generano una serie di eventi biologici desiderati che scatenano diversi tipologie di risposta a seconda del
tessuto colpito. In particolare, nel tessuto osseo è stata osservata una reazione di tipo osteogenetica
ed una di tipo vascolare, mentre nei tessuti molli oltre ad una risposta vascolare si verifica anche un
effetto antinfiammatorio ed antalgico.
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